“Evento sostenibile” è una delle espressioni più svuotate degli ultimi anni. Basta eliminare le cannucce di plastica e comparire in un comunicato stampa.
Lo standard ISO 20121 esiste per distinguere le due cose. È la norma internazionale per i sistemi di gestione sostenibile degli eventi, ed è nata in un contesto abbastanza esigente: le Olimpiadi di Londra 2012, il primo grande evento a metterla alla prova.
Per la quarta edizione di TEDxJesolo abbiamo scelto di applicarla. Ecco cosa comporta davvero, raccontato senza il linguaggio dei documenti.
Non è un’etichetta, è un metodo
Il fraintendimento più comune: ISO 20121 non certifica che un evento sia sostenibile. Certifica che esiste un sistema di gestione con cui si prendono le decisioni.
La differenza è sostanziale. Un evento può eliminare la plastica e continuare a far viaggiare quindici fornitori da fuori regione. Lo standard chiede di guardare l’insieme: fornitori, trasporti, energia, materiali, rifiuti, cibo, accessibilità, impatto sulla comunità locale.
E chiede di scriverlo. Non perché la carta sia utile in sé, ma perché una decisione tracciata è una decisione che si può migliorare l’anno dopo.
Le tre dimensioni che lo standard obbliga a considerare
Ambientale. Rifiuti, energia, materiali, spostamenti. È la parte a cui tutti pensano, ed è quella dove i risultati si vedono più facilmente.
Economica. Filiera locale, condizioni dei fornitori, sostenibilità del progetto nel tempo. Un evento che si regge solo su un contributo straordinario non è sostenibile, per definizione.
Sociale. Accessibilità, inclusione, ricadute sulla comunità che ospita. È la dimensione più trascurata e, in un evento culturale, la più importante.
Cosa abbiamo fatto concretamente
- Plastic-free: cosa avete eliminato, cosa lo ha sostituito, punti di ricarica per le borracce
- Fornitori: quanti sono locali, entro quale raggio, con quale criterio scelti
- Rifiuti: raccolta differenziata, quantità stimata, destinazione
- Materiali di comunicazione: cosa è stato stampato, su cosa, quanto è riutilizzabile per l’anno prossimo
- Cibo: provenienza, gestione delle eccedenze, eventuale donazione
- Trasporti: incentivi a mezzi pubblici o auto elettrica tra partecipanti
- Allestimento: cosa è noleggiato, cosa riusato dalle edizioni precedenti
- Accessibilità: barriere architettoniche, babysitting, gratuità o riduzioni
Numeri anche approssimativi valgono più di aggettivi precisi.
La parte che nessuno racconta: costa fatica
Applicare lo standard significa dire no ad alcune soluzioni più semplici ed economiche. Significa chiedere ai fornitori informazioni che non sono abituati a dare. Significa che qualcuno del team deve tenere un registro anche quando ci sarebbero dieci cose più urgenti.
Per un evento organizzato da volontari, è un impegno reale. Lo raccontiamo perché la sostenibilità presentata come indolore è, di norma, sostenibilità finta.
Perché lo abbiamo fatto comunque
Perché un evento che parla di temi scomodi non può essere incoerente nei fatti. Difficile chiedere al pubblico di guardare ciò che si preferisce evitare, e poi evitare di guardare i propri rifiuti.
Perché il territorio è il nostro contenuto. TEDxJesolo si tiene su un litorale la cui economia dipende dall’ambiente in cui si trova. Non è un tema astratto: è il posto dove lavorano i nostri partner.
Perché serve da esempio replicabile. Se un evento gestito da volontari ci riesce, chiunque organizzi qualcosa su questo territorio può farlo.
Se stai organizzando un evento e ci stai pensando
Tre cose che avremmo voluto sapere prima:
Comincia dalla misurazione, non dalle soluzioni. Non puoi migliorare ciò che non hai mai contato. La prima edizione serve a capire dove sei.
Coinvolgi i fornitori presto. Le richieste dell’ultimo minuto non le può soddisfare nessuno. Se glielo chiedi con mesi di anticipo, spesso trovano soluzioni che non conoscevi.
Non comunicarlo più di quanto lo fai. Il greenwashing si riconosce sempre, e il danno reputazionale è peggiore del vantaggio.
TEDxJesolo 2026
Domenica 20 settembre, undici speaker sul tema “Tabù”. Evento plastic-free, organizzato secondo lo standard ISO 20121, con servizio gratuito di babysitting dai 4 anni.
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